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Realtà aumentata: oltre il marketing. - AUGMENTA
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Realtà aumentata: oltre il marketing.

AR marketing 1 Augmenta

Realtà aumentata: oltre il marketing.

Abbiamo affrontato in due occasioni diverse (cfr. qui e qui) nel nostro blog le opportunità che la realtà virtuale offre alla promozione aziendale. E la realtà aumentata in che modo può aiutare il marketing?

Partendo dalle medesime premesse, vediamo alcune esigenze che la AR (o meglio MR, cfr nostro dizionario) soddisfa nella promozione del vostro marchio.

E quali sono queste premesse? Semplicemente che il marketing tradizionale, con TV e radio in testa, sta, per così dire, perdendo colpi anno dopo anno. Abbiamo la Pay TV o la Internet TV esattamente per non dover subire le interruzioni pubblicitarie. Cambiamo stazione radio ogni volta che finisce la musica e comincia la pubblicità. Abbiamo cassette condominiali apposta per la pubblicità, e quella che ci capita nella posta viene cestinata senza un secondo sguardo. Il volantinaggio è perfino proibito in alcuni comuni perché genera una quantità supplettiva di rifiuti abbandonati. I cartelloni pubblicitari per strada li guardiamo solo per le immagini, senza poterci fissare sul messaggio/prodotto; siamo di fretta, e facciamo eccezioni solo per Irina Shayk (vabbe’, questo dettaglio è autobiografico, lo ammetto) o il corrispettivo maschile.

Vale la pena spendere tutti i soldi che queste forme di promozione inutili e vetuste ancora richiedono? Vale la pena sprecare denaro senza la certezza di un ROI definito? Ha senso cercare di raggiungere tutti, sparare nel mucchio senza focalizzarsi su un target specifico?

AR marketing 2 Augmenta

Secondo noi no, e i trend ci danno ragione.

Se la realtà virtuale permette di immergere totalmente il potenziale cliente all’interno del messaggio pubblicitario, solleticandone la sfera emozionale come mai prima, e quindi creando una connessione molto più profonda, la realtà aumentata/mista permette una targetizzazione molto più precisa.

Prima di tutto è fruibile già da ora con un semplice smartphone o tablet. Questo la rende potenzialmente ubiqua, laddove la realtà virtuale necessita per forza di un visore e di uno spazio più o meno adatto (isolarsi dal mondo nel bel mezzo di una strada non è un’idea geniale).

In secondo luogo necessitando di un marker legato all’azienda (tipicamente il catalogo o una scatola di prodotto), il fruitore sarà già un cliente in target, pertanto più facilmente acquisibile.

Secondo Deloitte – Digital, in un decennio la AR/MR modificherà in modo impressionante la forma in cui “il cliente perennemente connesso” lavora, compra e gioca. Il punto è che – vale la pena farlo notare una volta in più – la realtà aumentata non isola le persone dall’ambiente circostante. Ne arricchisce piuttosto l’esperienza aggiungendo (o togliendo) contenuto a ciò che percepiamo con i nostri occhi. Questo avverrà quando saranno disponibili visori di largo uso, come Hololens, o Meta. Comunque, sempre Deloitte prevede che qualsiasi occhiale in futuro avrà una qualche forma di AR installata.

Come accennavamo nel nostro articolo intorduttivo qualche giorno fa, questo non significa che la realtà aumentata non possa essere usata già oggi e con efficacia nella promozione aziendale.

Vediamo come è stata usata finora, con una breve use case history.

LEGO

Lego usa la realtà aumentata già da diverso tempo, anche se non dovunque. Al link sotto potete vedere il catalogo virtuale del marchio Techink. In questo caso non c’è nulla che il cliente debba fare se non aprire l’app. Appena aperata si sfogliano le pagine e ad ogni pagina si carica un’animazione in AR del prodotto relativo.

Ma Lego sta facendo anche un altro lavoro con la AR. In vari negozi in giro per il mondo stanno comparendo degli “AR-kiosks”. Portando la scatola davanti al kiosk, si materializza su di essa l’immagine del prodotto che c’è all’interno già montato.

Questo è un uso estremamente basico della AR, il cui ritorno è fondamentalmente mediatico e legato per lo più al sempre ricercato “wow effect”.

IKEA

Ikea usa la realtà aumentata almeno dal catalogo 2014. Inquadrando il catalogo cartaceo con smartphone o tablet si possono vedere i mobili dello stesso collocati nella posizione che si preferisce. Questo è ovviamente un sistema molto più pragmatico di usare la AR. Il ritorno di immagine è indiretto, perché il marchio svedese risulta sempre all’avanguardia e innovativo, mentre offre un serivzio estremamente utile ai propri clienti. È evidente che avere un’idea di come un determinato mobile starà in casa, prima di acquistarlo ottimizza uso di tempo e denaro.

CONVERSE

Converse è andata oltre. Già dal 2013 il suo catalogo è disponibile su un’app. Inquadrando il proprio piede con il telefono, è possibile vedersi la scarpa scelta addosso. Da qui si può scattare una foto e condividerla sui social (marketing di ritorno per l’azienda). A questo punto dall’app è anche possibile accedere all’e-shop ed effettuare l’acquisto (lavoro sul fattore emozione, con acquisto immediato).

AMC Theaters

Amc ha creato un’app molto semplice per dare la possibiltà di vedere i trailer/teaser dei sui film. Aprendo l’app, si accede alla web cam del telefono e, inquadrando un poster del film, immediatamente parte il video del trailer. Anche quest’app dà la possibilità di effettuare immediatamente l’acquisto.

 

Queste sono solo alcune delle possibilità. Per oggi ci fermiamo qui.

Prossimamente vi presenteremo usi un po’ più complessi della realtà aumentata.

Hai un progetto che pensi potrebbe beneficiare di realtà virtuale o aumentata? Oppure vuoi un virtual tour un video 360 o ricostruzioni CGI della tua azienda, museo, spazio fisico di ogni genere? 

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Andrea Roberto

Augmenta Srl offre soluzioni digitali per diversi segmenti di business: PMI, grandi aziende, industria, startup e system integrators.



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