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Addestramento militare in realtà virtuale - AUGMENTA
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Addestramento militare in realtà virtuale

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Addestramento militare in realtà virtuale

Abbiamo già parlato dell’utilizzo da parte dei militari della realtà virtuale per il trattamento dei disturbi da stress post- traumatico (cfr nostro articolo Realtà virtuale e sanità: dalla psichiatria alla prevenzione).

La realtà virtuale tuttavia presenta notevoli vantaggi anche per l’addestramento di ogni aspetto legato alla guerra e l’utilizzo in remoto di equipaggiamento militare.

Le esperienze videoludiche entrarono a far parte dell’addestramento dei militari di qualsiasi corpo già negli anni ’80, e con l’evoluzione delle tecnologie relative e della grafica si sono rivelate via via sempre più importanti e funzionali. L’arrivo della realtà virtuale renderà il legame tra sviluppatori di simulazioni ed eserciti di tutto il mondo sempre più stretto.

Ad esempio, un’azienda coreana, DoDAAM, ha già prodotto una serie di esperienze per l’addestramento dei soldati. Una delle più interessanti riguarda il paracadutismo. Il candidato è legato ad una imbragatura in tutto e per tutto simile a quella di un vero paracadute e indossa un visore VR attraverso il quale ha una visione in soggettiva e a 360° dello scenario possibile dopo un lancio. Tramite l’imbragatura è in grado di dirigere i suoi movimenti nello spazio virtuale, che risulta così una perfetta simulazione di un vero lancio, senza però tutti i rischi che questo comporta. Sempre la stessa azienda coreana, ha sviluppato un software che trasforma l’Oculus Rift in un binocolo usato nelle postazioni dei cecchini per individuare la posizione del bersaglio e comunicarlo al tiratore.

 

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La realtà virtuale può simulare scenari di guerra, guida di veicoli come auto, carri armati, jet, natanti di qualsiasi tipo, situazioni di pericolo generico e perfino essere usata per l’addestramento del personale medico, riducendo contemporaneamente costi, tempi e rischi.

Un’azienda britannica, la Plextex, collabora da anni con l’esercito ed è specializzata proprio in addestramento del personale medico in situazioni belliche. Per rendere le loro esperienze virtuali maggiormente efficaci, hanno deciso di abbandonare il controller Xbox usato fino ad ora, e hanno sviluppato Razer Hydra, un controller che dà indipendenza alle mani e distacca completamente l’utente da eventuali ricordi legati ai propri pomeriggi a divano e videogiochi (va tenuto presente che le reclute che vengono addestrate hanno un’età massima di 24 anni, ed è anche per questo motivo che questa tecnologia ha un impatto notevole).

 

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Sempre in GB, Visualise ha invece, similmente a DoDAAM, creato una serie di esperienze in realtà virtuale per varie fasi e aspetti del reclutamento e dell’addestramento. Dai dati riportati sul sito dell’azienda, il numero di richieste di entrata nell’esercito è aumentato notevolmente con circa il 50% in più rispetto all’anno precedente.

Al di là dei vantaggi a livello di costi (uno scenario di addestramento deve essere allestito, eventuali proiettili vanno sparati etc.) e di tempo, la realtà virtuale ha anche il vantaggio di rilassare maggiormente il candidato. Nell’addestramento tradizionale spesso le reclute si comportano come da manuale per poter passare l’esame, mentre nell’esperienza virtuale sono maggiormente naturali, permettendo in questo modo una valutazione più accurata delle loro capacità effettive. John Eggert, project manager per un progetto di addestramento con VR dell’esercito americano, fa inoltre notare come in alcuni settori le competenze siano poco durature se non applicate. La realtà virtuale permette, grazie al maggiore interesse che stimola, una ritenzione delle informazioni che supera di gran lunga quella delle esperienze di addestramento normali.

L’addestramento non è tuttavia l’unico utilizzo della realtà virtuale. Questa tecnologia può essere impiegata anche sul campo. In Russia stanno sperimentando Svarog, un elmetto dotato di visore VR con il quale controllare i droni. Le caratteristiche di questo visore sono piuttosto interessanti. È abbastanza ingombrante, perché “esce” di ben 10 cm dalla testa dell’utente, ma pesa solo 400 gr. Lo schermo VR incorporato ha una risoluzione di 5120×2180, molto più alta della risoluzione di un normale schermo di computer. Questo permette la visione nel dettaglio perfino di singoli soldati nel campo nemico anche da altezze considerevoli (che servono per mantenere il drone in sicurezza). Oltre alla visione in sé, Svarog controlla i movimenti del drone. Con la testa si controlla l’altezza e grazie ad un dispositivo di ET incorporato nel visore, lo sguardo controlla la direzione. I vantaggi rispetto ad un monitor normale sono essenzialmente legati alla reattività del pilota di drone. Tramite il visore VR il pilota si trova immerso nel campo di battaglia ed è quindi molto più reattivo.

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Non è difficile ipotizzare un uso sempre più massiccio di realtà virtuale e aumentata in questo settore delle attività umane. Tuttavia si pone un problema di carattere etico-morale. Mentre le esperienze sono sempre più realistiche e atte ad addestrare un soldato a fare il suo mestiere, il comparto ludico della VR è anch’esso sempre più orientato a restituire un’esperienza realistica ai giocatori. Ma nel caso dei giochi di guerra, non staremo addestrando semplici cittadini a fare i soldati?

 

 

Se desiderate approfondire ulteriormente l’argomento, vi consigliamo i seguenti articoli:

http://izvestia.ru/news/642551 (in russo)

http://www.vrs.org.uk/virtual-reality-military/ (in inglese)

http://fortune.com/2015/12/16/army-training-with-vr/ (in inglese)

(addestramento campo di battaglia in inglese)

 

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