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Tipi di video 360 - AUGMENTA
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Tipi di video 360

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Tipi di video 360

Non tutte le esperienze video 360 sono create allo stesso modo. Ci sono infatti diversi tipi di video 360.

Quando chiediamo ai nostri clienti se hanno bisogno di video stereoscopici o monoscopici a 360 gradi, siamo spesso accolti da sguardi dubbiosi o da silenzio all’altro capo della linea. Non è una sorpresa, data la tecnologia in rapida evoluzione e i nuovi progressi di cui leggiamo quasi ogni settimana. È difficile stare al passo.

Quando YouTube lanciò il supporto video 360 all’inizio del 2015, portò per la prima volta alle masse questo nuovo mezzo, il video immersivo. Da allora, sono stati implementati nuovi tipi di video 360, come il 3D stereoscopico 360 e VR180. Successivamente anche Facebook e altre piattaforme si adeguarono e supportano ora questi nuovi formati.

Sappiamo che può essere difficile capire come funzionano e decidere quale potrebbe essere il migliore per il tuo progetto, specialmente se non hai avuto modo di sperimentare la differenza con un visore. Per aiutarti a prendere queste decisioni, abbiamo creato la seguente semplice guida.

Video Monoscopico 360

Il video mono 360 è stato il primo ed è il formato più usato oggi per i video immersivi. Un video mono 360 è di solito un contenitore video equirettangolare in rapporto d’aspetto 2:1. Le risoluzioni comuni includono 3840×1920, 4096×2048, 5760×2880 e 7680×3840. Pensa ad equirettangolare come ad una mappa del mondo in cui però i continenti si vedano come fossero su un mappamondo, quindi non adattati alla forma rettangolare della mappa.

 

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Quando diciamo mono, intendiamo dire che il video è a un singolo canale, che viene visualizzato da entrambi gli occhi.

Anche se molti video 360 hanno una definizione minima di 4K, il contenuto può spesso apparire ancora molto sfocato. Perché avviene questo? Quando si guarda un contenuto video a 360, lo spettatore vede solo una piccola fetta del filmato a 360 in un dato momento all’interno del suo campo visivo. Di un video a 4K di definizione, lo spettatore visualizza solo una frazione dei pixel in un dato momento. Questo è il motivo per cui i contenuti video 360 e VR a volte assomigliano alla televisione degli anni ’90.  Ogni pixel conta!

Video stereoscopico 3D 360

Il video stereo 3D 360 è diverso essenzialmente perché contiene due canali video all’interno dello stesso contenitore, uno per l’occhio destro e uno per quello sinistro. Ogni occhio riceve una prospettiva leggermente diversa, dando allo spettatore un senso di profondità di campo, e separando gli oggetti dal primo piano allo sfondo.

I formati stereo 360 per piattaforme video tipicamente appaiono affiancati o sovrapposti, con, come detto, lo stesso contenuto da prospettiva leggermente differente. Le telecamere usate per i video stereoscopici sono in grado di riprendere entrambe le prospettive contemporaneamente. In genere sono più costose e possono richiedere più tempo per la post-produzione.

 

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Questo esempio animato mostra lo spostamento prospettico per ogni occhio, che crea il senso della profondità in un video stereoscopico 3D.

Poiché entrambi i canali sono memorizzati nello stesso contenitore video, questo significa che essenzialmente la risoluzione è tagliata a metà rispetto allo spettatore finale. Per compensare questo, i video stereo 360 dovrebbero essere consegnati al doppio della risoluzione del mono, il che può essere impegnativo per la maggior parte delle piattaforme di streaming e dell’hardware. Le risoluzioni stereo comuni possono includere 3840×3840, 5120×5120 e persino 7680×7680. Per l’hardware di fascia bassa, è tipicamente fornito in risoluzione 3840×2160 ed entrambi i canali stereo “stirati” sono stipati in questo contenitore, ma a questa risoluzione si perde una quantità enorme di dettagli.

 

Esempio Frame stereo 3Dx360

 

Ma come si fa a riprodurre un file video 7680×7680 su qualsiasi dispositivo? Fortunatamente, aziende come Pixvana e Visbit hanno sviluppato quelli che noi chiamiamo lettori 360 di viewport biased. Queste piattaforme sono specificamente progettate per visualizzare solo i pixel nel tuo campo visivo alla massima risoluzione, conservando al contempo la larghezza di banda e la potenza di elaborazione, e mostrando i pixel che non vedi in risoluzione più bassa. Quando muovi la testa, la risoluzione si adatta perfettamente.

Sfortunatamente, questo tipo di tecnologia non è implementata allo stesso modo su piattaforme mainstream come YouTube e Facebook.

E’ anche importante notare che, per poter decifrare il 3D, gli spettatori devono poterlo vedere con appositi visori. Se visualizzano il contenuto su uno schermo normale, apparirà come un qualsiasi video monoscopico 360 di base.

Video 3D VR180 o 180

Molto recentemente YouTube e Facebook hanno iniziato a supportare contenuti video VR a 180 gradi. VR180 è un file video contenente due canali video per l’occhio sinistro e destro, ma solo per il campo visivo anteriore a 180 gradi.

Esempio di fotogramma VR180

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Questo formato è generalmente migliore per i contenuti in cui l’argomento rimane davanti allo spettatore. Non è così coinvolgente come un’esperienza a 360 gradi, ma dà un senso di presenza, considerando che si ha la libertà di guardarsi intorno mentre si muove la testa. Attualmente, il VR in 180 è più comunemente usato per i contenuti per adulti (sì, avete capito bene, il porno), ma sta diventando un mezzo più popolare anche per la narrazione tradizionale.

Il VR180 può essere utile considerando la larghezza di banda e la dimensione dei file di cui abbiamo parlato a proposito della stereoscopia 360. Poiché non si spreca la larghezza di banda o la potenza di elaborazione per mostrare i pixel dietro lo spettatore, è possibile inserire più dettagli e pixel in un progetto VR180.

Quindi, quale tra i tipi di video 360 scegliere?

In definitiva, dipende dai requisiti del progetto. È un malinteso comune che uno possa essere migliore dell’altro. Come per i film tradizionali, si tratta di una decisione tanto creativa quanto tecnica.

I contenuti stereoscopici a 360 gradi richiedono un’attenta considerazione e vengono realizzati al meglio per progetti in cui si ha il controllo al 100% sul set e sugli attori. Lo stereo brilla davvero dove la profondità può essere realmente apprezzata. Gli oggetti o gli attori troppo lontani non appariranno affatto in 3D. Le zone morte stereo, o le aree in cui la sovrapposizione tra le prospettive non è ideale, possono causare affaticamento agli occhi e disagio mentre gli spettatori cercano di concentrarsi sul contenuto. Muovere la telecamera può anche essere molto impietoso in 3D stereo, qualsiasi anomalia di cucitura (stitching) a seguito di questo può causare nausea e affaticamento dell’occhio.

Le telecamere Stereo 360 raccomandano una distanza minima di 1,5 m dal soggetto da riprendere.

Se il budget è una preoccupazione, è anche importante tenere presente che la produzione di 360 stereoscopici può essere più costosa. Le telecamere costano di più e hanno tariffe giornaliere più alte, la troupe di produzione potrebbe aver bisogno di passare più tempo sul posto per assicurarsi che le riprese 3D risultino perfette, e potrebbero essere necessarie soluzioni di monitoraggio dal vivo per assicurarsi che gli attori raggiungano i loro obiettivi. In post-produzione, poiché si ha a che fare con due canali video, si sta essenzialmente raddoppiando il lavoro. Anche i loghi, i titoli e il testo devono essere impostati correttamente per la visualizzazione 3D, il che richiede più tempo.

Il VR180 semplifica di molto il flusso di lavoro stereoscopico, ma al costo di non avere una scena a 360 gradi completamente immersiva. Poiché non si tratta di un vero e proprio stitching in post-produzoione, ma solo di posizionamento e calibrazione, questo può far risparmiare una quantità enorme di tempo e di budget.

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Le riprese in mono possono essere una scelta migliore per ambienti caotici come eventi dal vivo, giornalismo, documentari, sport estremi e altro in cui non si sa esattamente dove sarà l’azione. Anche i paesaggi, le scene naturali e le inquadrature aperte possono essere migliori in mono, perché lo stereo non ha alcun effetto oltre i 6 m  circa. E poiché non si dividono i pixel a metà per visualizzare due canali nello stesso contenitore, queste scene saranno anche più nitide e ad alta risoluzione in mono. Muovere la fotocamera può essere più indulgente che con lo stereo, poiché può essere facile produrre un punto senza soluzione di continuità. È anche difficile decifrare la profondità 3D nelle inquadrature in movimento, quindi in alcuni casi lo stereo può essere uno spreco in video ricchi di azione.

Potreste chiedervi, perché non girare in stereo e trasformarlo in mono in un secondo momento? Questo ha senso perché si ha sempre la possibilità di girare in stereo se funziona, ma c’è anche un compromesso da considerare. Le videocamere stereoscopiche 360 sono generalmente più grandi e hanno una maggiore distanza di parallasse tra gli obiettivi. Questo rende in realtà più difficile ottenere un buon punto in monoscopia. Per questo motivo, se un progetto è destinato ad essere distribuito in mono, in genere è meglio girarlo in questo modo da subito.

Speriamo che questo articolo abbia almeno fatto un po’ di luce sui pro e i contro dei vari tipi di video 360. Non potremo mai sottolineare abbastanza che dipende davvero dal contenuto e dalla storia che si vuole raccontare.

Se avete altri dubbi di qualsiasi tipo, potete scriverci qui.

Noi rispondiamo SEMPRE.

 

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