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Realtà virtuale e visori: istruzioni per l’uso

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Realtà virtuale e visori: istruzioni per l’uso

Le richieste di preventivo che ci arrivano sono variegate e mosse da necessità differenti. Abbiamo però notato che spesso c’è una certa confusione riguardo a cosa sia la realtà virtuale, a cosa si possa fare, e quali visori usare. È normale, lo capiamo, la tecnologia è nuova, le potenzialità ancora non sono completamente chiare. Ecco le istruzioni per l’uso.

Questo articolo è il primo di tre, con cui vorremmo fare chiarezza, elaborando quattro delle voci del nostro dizionario. In particolare vedremo meglio i tipi di realtà virtuale e il loro utilizzo, quali visori usare, e quali domande porsi prima di un preventivo.

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Cos’è la realtà virtuale, e a cosa può servire?

La realtà virtuale è molto semplicemente un ambiente artificiale a cui accediamo tramite dei visori e nel quale siamo guidati da una regia o ci possiamo muovere a piacere (con alcune limitazioni). Esistono vari livelli di complessità.

L’esempio più elementare di realtà virtuale è una fotografia 360. Questa foto viene scattata con una camera apposita, che di fatto elabora un’immagine sferica del luogo dove viene posizionata. A cosa può servire una foto o delle foto 360? Essenzialmente a tutto quello a cui servono e serviranno ancora per un po’ le foto normali. Le foto 360 possono essere visionate anche senza visore, su smartphone. Chiaramente così perdono tutta la loro carica emotiva. La caratteristica principale di queste foto è infatti la possibilità di entrare fisicamente nei nostri ricordi, e per questo basta anche un semplice cardboard.

Livello successivo sono i video 360. In questo caso l’immersione è più completa, perché la scena intorno a noi non è statica. I video 360 sono ovviamente molto più coinvolgenti di un normale video 2D, proprio perché ci calano in mezzo alla scena. Noi diventiamo parte di quello che sta succendendo, siamo protagonisti. Rispetto ad un video 2D presentano però anche degli “svantaggi”. Le riprese in movimento con una camera 360 sono assolutamente fattibili, il problema è però la velocità del movimento. Con l’aiuto di supporti mobili, la camera può essere spostata da un posto all’altro mentre riprende. Si possono fare delle riprese anche con droni.

Quello che però risulta alla fine controproducente sono le riprese in velocità. Il problema più che tecnico, è fisiologico dello spettatore. Il fatto che la scena in cui sono immerso si muova rapidamente, ma il mio corpo no, crea un contrasto altamente fastidioso per chi sta osservando. Ecco quindi che i video 360 in velocità sono assolutamente da sconsigliare (noi di fatto ci rifiutiamo di farli quando il cliente insiste) per evitare problemi con l’utilizzatore finale. I video 360 sono un ottimo strumento narrativo. Sono pertanto indicati sia per il marketing, per raccontare un prodotto, la filiera produttiva, una storia aziendale, sia per scopo didattico.

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Un gradino più in alto sono i video 360 misti con aggiunte in CGI (computer-generated imagery, cioè grafica computerizzata) e/o interazioni. Si può in altre parole riprendere una scena reale e creare delle aggiunte all’ambiente ripreso. La definizione delle aggiunte in CGI può essere estremamente variabile. Le interazioni sono la possibilità che ha l’utente di interagire con l’ambiente virtuale. Variano da un semplice hotspot che si attiva con lo sguardo e che può aprire un menù tendina, una didascalia, far partire un video 2d etc, a vere e proprie interazioni con le mani (solo con oggetti aggiunti in CGI). Questo tipo di realtà virtuale è leggermente più versatile della precedente. Le interazioni infatti permettono di trasformare un’esperienza passiva in una attiva, rendendola decisamente più efficace, sia in caso di marketing, sia in caso di didattica. Per vedere video 360 potete visitare il nostro canale YouTube, o sul nostro sito.

Ultimo livello sono le esperienze totalmente in CGI, dove possiamo creare letteralmente quello che vogliamo. In queste rientrano ovviamente i giochi, che trovano largo impiego in eventi aziendali per mero intrattenimento. Tuttavia, la libertà che ci dà la creazione di ambienti ed esperienze interattive in CGI ci permette anche di massimizzare l’efficacia dell’esperienza stessa in relazione allo scopo che ci si prefigge.

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Quando decidiamo di realizzare un’esperienza in CGI,  dobbiamo modularla in relazione al tipo di visore che sceglieremo per proporre l’esperienza ai nostri utilizzatiori finali. Il tipo visore infatti è assolutamente fondamentale per la fruizione dell’esperienza, e a seconda di quello che ci interessa fare o comunicare con l’esperienza, va scelto il visore appropriato.

Questo sarà il tema del prossimo articolo.

 

 

 

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