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IDEGO: dall’idea alla realtà (reale)

IDEGO copertina

IDEGO: dall’idea alla realtà (reale)

Dalle Università agli show televisivi: Realtà Virtuale e Psicologia come chiavi per il successo.

Avevamo parlato di IDEGO agli inizi, qualche anno fa, su questo blog.

Oggi IDEGO è una realtà in crescita, affermata sul mercato italiano e che guarda fuori dai confini nazionali.

Già nel 2016, IDEGO proponeva esperienze di Realtà Virtuale Immersiva per Psicologi e Psicoterapeuti.

Ci spiegate in tre parole il concetto alla base?

Simone: “Il concetto – semplificato – è quello di immergere i pazienti in mondi virtuali interattivi (mediante un visore di Realtà Virtuale) all’interno dei quali possono imparare a gestire le proprie emozioni, vincere paure o fobie e imparare specifiche tecniche di fronteggiamento. Il tutto in un ambiente virtuale sicuro, protetto e controllato dal terapeuta.” 

L’idea era intelligente e validata da più di vent’anni di evidenze cliniche nel settore di riferimento.

In Italia, però, quel mercato non esisteva: andava creato. Io stesso avevo stimato che avreste avuto diversi problemi a trovare la vostra sostenibilità.

Lorenzo: “Sì era un salto nel vuoto. Ma anche una grande opportunità. Un oceano blu, per usare una terminologia da marketer. Trovare la formula giusta per arrivare ai professionisti della Salute Mentale con le nostre soluzioni non è stato semplice. C’è voluta una buona dose di coraggio, ingegno e determinazione. Anche fortuna, senz’altro.”

Idego 5

Simone: “Ci sono stati diversi passaggi che hanno segnato dei momenti di svolta importante. Ad esempio, nel 2018, a due anni dalla costituzione della società, ci siamo aggiudicati un bando dal valore complessivo di 4 milioni di euro per il progetto Coadapt, insieme ad altri player, come l’Università di Trento, di Helsinki ed Eletrolux. E la nostra parte era sostanziosa (non solo economicamente, 500K), ma anche in termini di contributo al progetto”.

Una bella spinta per le vostre idee. Cos’altro vi ha aiutato a crescere in modo così costante?

Lorenzo “Beh, è innegabile che la visibilità dei talent shows ci abbia permesso di portare la nostra idea di fronte ad un audience vastissima. E questo ha consolidato una credibilità (sembra paradossale, ma è effettivamente così) che stavamo già creando all’interno di centri di Ricerca e Università, con le quali ormai collaboriamo strettamente da qualche anno.

Sia io che Simone infatti insegniamo questi temi in alcuni atenei italiani e svolgiamo attività di Ricerca e Sviluppo sulle tecnologie immersive con Centri Clinici e Ospedali.”

Simone: “Sì, sostanzialmente la televisione ci ha permesso di rafforzare anche la nostra immagine di azienda e la nostra credibilità dal punto di vista scientifico. Mentre il rischio da noi più temuto era proprio quello opposto: e cioè che la ‘sporcasse’ o svalutasse.”

Lorenzo: “Invece mediante la televisione ci hanno scoperto anche neuroscienziati e ricercatori coi quali oggi lavoriamo strettamente. E’ stato un mezzo per far  conoscere il lavoro serio e metodico che c’è sempre stato dietro.”

Bene. Siete partiti dalla Psicologia, ma adesso applicate la Realtà Virtuale a settori anche molto diversi tra loro (la formazione, lo sport, gli eventi e altro). Ci raccontate questo processo di evoluzione?

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Lorenzo “Nel 2019, dopo la partecipazione a Tú Sí Que Vales, ci chiamarono dagli States per partecipare ad America’s Got Talent. 

Gli scout di AGT guardano tutti i format simili in cerca di novità. 

Se parli della tua startup di fronte a 15 milioni di persone ti iniziano a contattare in tanti. E a proporti cose anche molto diverse tra loro. 

Sta a te scegliere su cosa puntare per rafforzare il tuo know how e la tua identità come azienda.”

Simone “Ad ogni modo le nostre esperienze immersive, che si tratti di eventi o formazione aziendale, poggiano saldamente sul nostro background psicologico. I concetti che studiamo da anni – dal senso di presenza all’illusione di incorporamento – sono sempre la spina dorsale dei nostri progetti. E tutto ciò che impariamo sugli altri fronti lo mettiamo al servizio della nostra attività principale: la Realtà Virtuale applicata al Mental Health.”

Ora ho una curiosità: quale esperienza televisiva è stata più stimolante tra Tú Sí Que Vales con Belén, AGT con Simon Cowell e IGT con Frank Matano?

Simone “Tutte diversissime. Tú Sí Que Vales ha avuto il fascino delle prime volte. Salire su un palco di fronte a 5 milioni di telespettatori per raccontare la tua idea di business, scendendo a compromessi con la narrazione semplificata che questi contenitori ti richiedono, è stato incredibilmente sfidante. 

Trovarsi con Belén a fare da tester per la tua App di Realtà Virtuale è una di quelle cose che… non ci saremmo aspettati.  Sopravvivere a quell’esperienza ci ha preparati all’avventura in America. 

Ci chiamarono infatti da Los Angeles e via: in 15 giorni eravamo sul palco – in California – con un’esperienza di RV realizzata ad hoc per lo show.”

Lorenzo “Abbiamo finito di svilupparla direttamente dalla camera dell’hotel a Pasadena, combattendo col fuso orario e le continue richieste della produzione, tutto a poche ore dallo show.  Il manager ci chiamava in continuazione per ricordarci che se non fossimo stati pronti in tempo per la performance sul palco avremmo pagato penali salatissime. 

Sono situazioni che ti aiutano a capire che puoi reggere molto più stress di quanto tu possa immaginare.”

Tante cose da portare avanti e in poco tempo. Siete un team giovanissimo tra l’altro.

Simone Sì, l’età media è sotto i 30. Il nuovo arrivato, Andrea – Unity Developer – ha 24 anni. Giorgia e Stefano 25. Chiara, la nostra content strategist, e Samantha, marketing specialist, ne hanno 28 come Ciro, game designer. Io, Lore e Tommaso abbiamo superato i 30 ma da poco eh. Roba di qualche mesetto scarso, giù di lì.”

realtà virtuale e psicologia

Altra domanda: c’è stato un momento in cui avete pensato ‘ce l’abbiamo fatta?”

Simone “Io lo pensai a Ryad, gennaio 2020. Eravamo in Arabia per un cliente saudita per il quale abbiamo curato la realizzazione di alcune esperienze di Realtà Virtuale pensate per un evento chiamato Breathe. 

Il cliente rimase soddisfatto della riuscita e decise di rendere l’evento itinerante (almeno questi erano i piani) e replicarlo – solo nel 2020 – in diverse parti del mondo, tra Arabia, Europa e States. 

Provò le nostre esperienze anche un principe saudita. Si disse soddisfatto. 

Una roba grossa per noi. Stavano cambiando i volumi.”

Lorenzo “Anch’io gennaio 2020. Contestualmente infatti la nostra attività di formazione immersiva sulle soft skills (il Virtual Lab) procedeva speditamente. Stavamo trattando 12 mesi di esclusiva per i nostri servizi con una big della consulenza. Un accordo che da solo avrebbe cubato l’intero fatturato del 2019. 

Ed eravamo solo a metà gennaio.”

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E poi è arrivato il Covid…

Lorenzo “E lì si è fermato tutto, di colpo. È stato uno shock. Niente più eventi, niente più formazione. Psicologi e Psicoterapeuti hanno smesso di ricevere i pazienti in studio. E quindi di usare le nostre app. Tutto fermo. 

Il colpo è stato duro.”

Quindi il Covid per voi è stato (dal punto di vista imprenditoriale) solo una sciagura?

Simone “Col senno di poi, direi di no. Proprio il covid ci ha permesso di tornare a focalizzarci su un’iniziativa alla quale teniamo tantissimo. La Masterclass.”

Cos’è la Masterclass?

Simone “Per come la intendo io, oggi la Masterclass rappresenta un movimento di innovazione della Psicologia tradizionale. Grazie alla Masterclass i professionisti della salute mentale possono integrare nell’immediato i nostri strumenti di Realtà Virtuale Immersiva nella loro pratica, acquisendo tutte le competenze e gli strumenti necessari. In questo modo possono offrire nuovi servizi ai propri pazienti per trattare disturbi d’ansia, per la riabilitazione cognitiva, per il rilassamento, per potenziare le abilità emotive e sociali”.

Allo stesso tempo aumentano l’efficacia degli interventi psicologici, l’engagement, e l’aderenza al trattamento.”

Lorenzo “La Masterclass si compone di un weekend di Alta Formazione teorico-esperienziale Online, 9 App di Realtà Virtuale, i manuali che illustrano i protocolli d’intervento, l’assistenza e gli aggiornamenti.”

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Quali sono i numeri della Masterclass?

Lorenzo “Abbiamo formato più di 200 professionisti fino ad oggi e il trend è crescente. La prima edizione del 2022 contava 43 iscritti. E teniamo 4 edizioni durante l’anno. Con questo ritmo parliamo di circa 200 professionisti all’anno. Le valutazioni dei partecipanti poi sono sempre eccezionali. Siamo molto orgogliosi”.

Lorenzo “Visto il crescente interesse per i temi della Psicologia Digitale abbiamo pensato di lanciare anche il nostro Master di Psicologia Digitale, in collaborazione con Horizon. La prima edizione è partita a gennaio con 15 iscrizioni e siamo soddisfatti. 

Tra gennaio e febbraio di quest’anno, solo dalla formazione (ndr tra Masterclass e Master) abbiamo fatturato circa 50.000,00 euro. 

È un sintomo che la domanda è crescente. Gli Psicologi e le Psicologhe stanno capendo che innovare competenze e strumenti è oggi fondamentale.”

Progetti attuali e futuri?

Simone “Oggi siamo alle prese con tante iniziative, molto diverse e tutte stimolanti. Sembrerebbe che stia ripartendo tutto. Sempre sperando che gli scenari di guerra si risolvano per il meglio.

Abbiamo recentemente consegnato due soluzioni di Realtà Virtuale realizzate per la Sapienza di Roma, Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione, e presto su entrambe partirà la sperimentazione. Nello specifico, grazie alla Realtà Virtuale sarà possibile indagare i comportamenti delle persone in situazioni di emergenza, e come i pregiudizi etnici possano incidere su tali comportamenti.”

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Lorenzo “Stiamo proseguendo la collaborazione con GSE – la società individuata dallo Stato per perseguire gli obiettivi di sostenibilità energetica. L’obiettivo della collaborazione è sviluppare soluzioni di RV volte alla formazione degli addetti alle verifiche degli impianti energetici.”

Simone “…e a breve partirà un progetto sul trattamento delle dipendenze da sostanza in Realtà Virtuale commissionato da una importante Fondazione torinese.”

Lorenzo. “Per il futuro, che dire, speriamo di ritrovarci nuovamente qui tra 3 anni a raccontarci, ma anzichè farlo da un treno direzione Madonna di Campiglio (ndr per una formazione aziendale), di farlo direttamente dalle Hawaii… Si scherza eh.”

Simone “Ma neanche troppo.”

Beh le premesse sembrano ottime. Buon lavoro, e a presto!

 

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