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Haptics: la realtà virtuale oltre gli occhi - AUGMENTA
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Haptics: la realtà virtuale oltre gli occhi

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Haptics: la realtà virtuale oltre gli occhi

Oggi vi parliamo di haptics.

In tutti gli articoli precedenti abbiamo sempre affrontato la VR dando per scontata la sua natura meramente visivo-uditiva.

La fruizione cioè avviene tramite vista e udito. Questi due sensi sono naturalmente i predominanti per la nostra vita quotidiana. Chi ha provato la realtà virtuale si sarà però accorto che al suo potere immersivo manca qualcosa: tatto e olfatto.

Nel mondo della realtà virtuale l’interfaccia aptico (o haptics , ad indicare tutto ciò che ha a che fare con l’aptico) dà la possibilità di ricevere sensazioni tattili tramite dispositivi elettronici pur non essendo direttamente in contatto con l’oggetto toccato, o perché distante o perché virtuale.

In altre parole, stiamo parlando della possibilità di toccare gli oggetti nell’esperienza virtuale e riceverne risposte tattili.

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Oggi in commercio, l’unica sensazione aptica disponibile è una vibrazione, in uso già da parecchi anni (le consolle per videogiochi l’hanno implementata nei loro comandi dagli anni ’90). Potete trovarne una versione evoluta su augmenta-haptic.it

Naturalmente fino ad ora. La questione delle sensazioni tattili è molto sentita dagli sviluppatori di hardware VR periferici. Ha più margini di innovazione dei visori, il cui mercato è momentaneamente stato duopolizzato da Oculus e HTC. E in molti si stanno muovendo.

Le due soluzioni per le mani che ci sono sembrate più interessanti sono i guanti di Dexmo e Exos. Sono due prototipi molto promettenti, che tentano di colmare questa lacuna nei video immersivi usando il concetto di contrasto di forze per trasmettere la sensazione tattile della presa e della consistenza.

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Il primo è il più realistico dei due. Tenta di restituire le sensazioni tattili differenziandole per tutte e dieci le dita, usando una resistenza per ogni dito, che rende, per esempio in caso si tenga in mano una pallina nella VR, impossibile chiudere la mano oltre le dimensioni percepite nel campo visivo della pallina. Chiaramente questo significa una maggiore complessità progettuale e di conseguenza produttiva.

Exos invece punta ad un a soluzione diversa. Aggrega la sensazione di quattro dita in un unico blocco e lascia indipendente il pollice. Questo “regresso” tecnologico rispetto al concorrente potrebbe però essere una mossa dettata da una differente strategia commerciale. La maggiore sensibilità sarà indispensabile per settori di nicchia quali l’addestramento medico o militare. Per il mercato di massa è chiaro che un livello così alto non sarà necessario.

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Dettaglio interessante, per noi almeno, le due aziende sono entrambe asiatiche; la prima cinese, la seconda giapponese.

Assolutamente da menzionare la tecnologia che sta sviluppando SynTouch. SynTouch non è una haptics start-up; sono degli esperti nella riproduzione del senso del tatto, tramite strumenti tecnologicamente avanzati. Le applicazioni variano dalla robotica alle protesi per mutilati alla realtà virtuale. Dobbiamo ammettere che non sappiamo ancora esattamente come, ma Oculus figura tra i clienti, ed immaginiamo che si stia pensando alla resa della sensibilità delle dita nell’hardware aptico del prossimo futuro.

E’ infine abbastanza interessante anche Senso. Senso è un guanto per VR open source, il che significa che chiunque può programmare per il suo utilizzo. Distribuisce vibrazioni, e in questo è quindi un passo indietro rispetto i due precedentemente citati, ma è decisamente più leggero e agile degli altri due. Inoltre è totalmente wireless…chi gioca avrà già capito molto bene i vantaggi di questa caratteristica.

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E il resto del corpo? Sono allo studio diverse opzioni per “haptic suite” che siano in grado di riprodurre le sensazioni legate all’esperienza virtuale che si sta vivendo (pressione, calore etc). Le applicazioni di hardware aptico per il corpo ci sembrano appartenere maggiormente al mondo videoludico arcade, e infatti The Void (se non sapete cosa sia The Void, dovete assolutamente dare un’occhiata!) usa un gilet che fa provare ai giocatori molte sensazioni sul corpo. Tuttavia non escludiamo che in un prossimo futuro possano trovare un utilizzo anche di altro tipo. Per una lista esaustiva di vari prototipi potete vedere il sito Virtual Reality Times.

Fanno parte della categoria haptics in VR anche tutti quegli hardware come pedane, sedie vibranti, postazioni di guida etc. che mirano a riprodurre fedelmente le sensazioni spaziali e di movimento (il movimento dopo tutto è percepito anche tramite il tatto, no?) delle esperienze virtuali. Anche questi strumenti troveranno utilizzo principalmente nel settore di punta della realtà virtuale, i videogiochi. Di questo parleremo più avanti.

Ci si chiede negli ambienti VR quale sarà la prossima rivoluzione tecnologica. Posto che probabilmente la vera rivoluzione arriverà quando l’utente potrà produrre contenuti virtuali in ambiente virtuale, ci permettiamo di suggerire che se la partita sui visori è chiusa o quasi, quella sull’hardware esterno non lo è per niente.

E noi siamo qui impazienti di poter vedere e provare tutto!

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