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Cose che devi sapere sulle esperienze formative in VR - AUGMENTA
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Cose che devi sapere sulle esperienze formative in VR

Esperienze formative in VR

Cose che devi sapere sulle esperienze formative in VR

Oggi parliamo di alcune cose che devi sapere per creare (o commissionare) esperienze formative in VR.

Hai visto anche tu le meraviglie che sono possibili con un visore di realtà virtuale. E ora non puoi fare più a meno di pensare a come sarebbe la tua azienda se potessi formare te stesso e/o i tuoi dipendenti/colleghi con questa tecnologia.

First things first

Partiamo da un presupposto: se stai leggendo questo articolo probabilmente hai già un’idea di cosa sia la realtà virtuale. Non ti tedieremo pertanto con la sua definizione. Per motivi di SEO però, ti molliamo qui un link ad un nostro altro articolo in cui la potrai trovare.

Ah…tu volevi un’esperienza nel Metaverso…Il Metaverso non esiste. Plain and simple. Questa volta non per motivi di SEO, ma eccoti il link ad un altro articolo in cui ti spieghiamo perché l’hype attorno a questa parola senza reale significato è appunto solo hype.

Dunque abbiamo appurato che realtà virtuale e Metaverso sono due cose diverse, che la seconda in effetti è una parola al momento vuota, e che però in teoria include la prima. Come include realtà aumentata, blockchain, NFT e criptovalute.

Veniamo alla formazione con la VR. Ci sono diverse cose che devi sapere prima di lanciarti in questa avventura. Le esperienze formative in VR hanno moltissimi vantaggi. Presentano tuttavia anche alcuni limiti. Partiamo dalle cose belle?

Perché formare con la realtà virtuale

1) È estremamente efficace.

Diversi studi confermano che la realtà virtuale funziona decisamente meglio di una qualsiasi lezione in classe o  on-line. Eccone qui uno fatto da PWC.

Ma perché è così efficace? La realtà virtuale immerge letteralmente la persona in un’esperienza. Servono davvero pochi istanti di adattamento per potersi sentire totalmente coinvolti. E questo nonostante il livello della tecnologia ancora non permetta una definizione dell’immagine nemmeno paragonabile a quella degli schermi che abbiamo in casa. Il “segreto” sta nel tracking, cioè nel tracciamento dei movimenti.

I visori sono dotati di alcune camere che rilevano il movimento della testa dell’utente e del suo corpo. E il tracciamento è responsabile quasi al 100% della sensazione di presenza. Giusto per dare una testimonianza personale di questo. Uno di noi, giocando a “The Climb”, gioco di arrampicata, non è riuscito a mettere un piede nel vuoto (virtuale) nonostante intorno a lui nella realtà ci fossero decine di metri quadrati di spazio dove appoggiarlo. In VR era in cima ad una montanga, non vedeva altro che l’abisso davanti a sé e non è riuscito a muoversi. Tutto merito del tracciamento che riproduceva i movimenti della testa alla perfezione. E questo nonostante il gioco, come vedi sotto nel video, sia tutt’altro che a grafica fotorealistica.

In ogni caso fare qualcosa di persona ha un alto livello di ritenzione, molto più alto rispetto a vedere la stessa procedura spiegata o fatta da qualcun altro. La VR permette proprio questo: di fare, di esperire.

 

 

2) Costa poco (più o meno).

I costi iniziali sono alti. Specialmente se decidi di creare un’esperienza multi scenario, con varie possibili interazioni e molto variegata. Ma una volta creata la strutture generale, poi eventuali aggiunte non hanno costi esorbitanti. Parliamo in generale, ovviamente. Il risparmio sta nel fatto che le esperienze formative virtuali non necessitano di teatri di prova, di personale per la simulazione, di materiale deperibile o monouso di nessun tipo.

In altre parole, una volta fatte, possono essere riutilizzate infinite volte, senza fare nient’altro che resettarle nel visore. Inoltre sono estremamente comode dal punto di vista logistico. L’unica cosa di cui c’è bisogno sono visore, comandini e al massimo un computer (per esperienze complesse, i visori standalone potrebbero essere insufficienti).

3) Zero rischi

In alcuni casi la formazione può presentare dei pericoli. Pensa ad un veicolo di qualsiasi tipo: condurlo può essere pericoloso per chi lo guida e/o per gli astanti. Oppure devi formare i collaboratori su un protocollo anti incendio. Farlo con il fuoco vero è impensabile, proprio perché pericoloso per persone ed oggetti. In realtà virtuale i pericoli si annullano del tutto. Pensa che viene usata efficacemente per trattare le fobie, proprio perché permette al terapeuta di sottoporre il paziente ad uno stimolo controllato, senza alcun rischio. Non puoi portare una persona che soffre di acrofobia (vertigini) in cima ad una palazzo, giusto?

4) Versatilità (pressoché) infinita

Come già accennato, una volta costruita la struttura generale dell’app formativa, le aggiunte sono abbastanza semplici. Questo ti permette di creare esperienze (se il tuo settore lo permette), modificando a piacere le variabili in relazione alle competenze che vuoi sviluppare. Letteralmente, gli scenari possibili sono infiniti. Non è una cosa di poco conto, secondo noi. Potrai esplorare possibilità che prima ti erano precluse, magari anche a causa di budget troppo elevati per la loro realizzazione o di ostacoli logistici insormontabili.

Ecco quattro ragioni per il sì.  Ma non è tutto positivo. Vediamo ora quelle del no?

Perché starne alla larga

1) Non hai budget e/o tempo

Abbiamo detto che realizzare app di VR costa poco (più o meno). Non è così. Costa poco se consideri i costi e i benefici in tempi medio-lunghi. Nel breve termine l’investimento può essere molto importante. Creare un’app di VR con interazioni è come fare un mini videogioco. Ci sono diverse figure professionali coinvolte e tutte altamente qualificate. Quindi costose. Le tre principali sono modellatore e animatore 3D, programmatore e project manager.

Un’altra variabile molto importante per il costo di un’app è quella del tempo di realizzazione. Trattandosi come visto di cose complesse i tempi sono lunghi. Non puoi averla in una settimana.

2) Peculiarità della tua formazione

Siamo abbastanza fiduciosi che qualunque sia il tuo settore, un’esperienza VR potrebbe essere utile per la formazione dei tuoi collaboratori. Ma potrebbe non essere sufficiente. E in questo caso, se il budget è limitato, chiaramente dovrai fare una scelta. Ci sono professioni per esempio in cui il tatto è molto importante. Ci è stato chiesto qualche tempo fa un preventivo per esperienze formative in VR per chirurghi. Il problema è che la committenza necessitava di una sensibilità tattile molto avanzata. Che ancora non può essere resa dalla tecnologia attualmente a disposizione. In questo caso non ha avuto evidentemente senso procedere.

Non pensare però che la VR non vada bene per il campo medico. Esattamente il contrario.  Osso VR, che abbiamo citato altre volte, si occupa solo di questo. Di VR applicata alla formazione medica.

3) Peculiarità della tua formazione, parte seconda

Se devi solo addestrare il personale o i colleghi a gestire documenti, cioè se si tratta di un lavoro prettamente burocratico, francamente non ne vale la pena. Non vediamo il vantaggio di spendere soldi e tempo nella creazione di un’esperienza virtuale per questo tipo di formazione. Dai vantaggi elencati sopra, capirai che in effetti parliamo di formazione complessa, non di onboarding. Quindi uno degli aspetti negativi può essere la portata del tuo processo formativo. Se è troppo semplice, non ti serve la VR…purtroppo.

Uno use case eccezionale

Speriamo di aver chiarito un po’ la teoria. Ma nel nostro percorso di evangelizzazione sulla VR abbiamo sempre lo stesso problema. Noi possiamo parlare, scrivere, decantare, citare, però rimane una questione irrisolta. Fino a che non vedi con i tuoi occhi, non ci crederai mai. Ora, non ti possiamo fare vedere niente dalle pagine del nostro blog. Possiamo solo invitarti a provare un visore.

Second best thing, è parlarti di esperienze reali, di use cases che abbiano dimostrato quanto diciamo. Il più eclatante in questo senso è quello di Walmart. Perché il più eclatante? Perché ha coinvolto migliaia e migliaia di persone, i dipendenti di Walmart negli USA.

A questo link trovi una lunga intervista (scritta e video) Jeremy Bailenson, responsabile di molte esperienze formative in VR negli USA, tra cui quella a Walmart.

Vale assolutamente la pena leggerla/vederla, ma i punti fondamentali sono due:

  • L’uso di VR per addestrare il personale di Walmart è una pietra miliare, perché il target non è VR-friendly. Si tratta di persone che non hanno necessariamente affinità con questo tipo di tecnologia.
  • Le esperienze formative di Strivr (l’azienda di Bailenson) sono in gran parte esperienze non manuali. Per esempio il CEO di Walmart attribuisce all’addestramento in VR il fatto che in un negozio in Texas i dipendenti abbiano preso le giuste decisioni. Nelle sue parole, vite umane furono salvate quel giorno.

Ti abbiamo convinto? Vuoi fare la tua esperienza VR per formare i tuoi colleghi o dipendenti?

Ti proponiamo allora quattro punti fondamentali da sviscerare per poter avere un preventivo. Ne abbiamo scritto più volte e meglio (qui per esempio), ma è una cosa che vale la pena ripetere, secondo noi.

  1. Obiettivo chiaro. È necessario sapere esattamente cosa vuoi ottenere.
  2. Descrizione dettagliata ambiente. Serve sapere tutti i dettagli di quello che l’utente vedrà.
  3. Descrizione dettagliata interazioni. Necessario avere chiaro tutto quello che l’utente deve fare.
  4. Tipo di dispositivo per cui le esperienze formative in VR sono da fare. Ci sono vari visori, cambia poco, ma è necessario avere questo dettaglio.

Conclusione

Abbiamo parlato di esperienze formative in VR che sono meglio delle presentazioni in classe, ma anche di esperienze pratiche. Sono meglio delle lezioni perché permettono di “fare”, di sperimenare in prima persona l’addestramento, invece di imparare a memoria una procedura. Sono meglio della pratica in teatri di addestramento perché risolvono problemi di costi, di logistica e di rischio. Oltre a permettere una varietà di circostanze che con ogni probabilità non potresti permetterti normalmente.

Non pensiamo che le forme tradizionali di addestramento ed educazione siano sul viale del tramonto ancora. Come detto nelle parte che esplorava i lati negativi, l’adozione di massa di realtà virtuale per l’addestramento ha alcuni ostacoli da superare. Uno o due forse non saranno mai superati del tutto

Riteniamo però che questa tecnologia migliorerà moltissimo l’efficacia della formazione, dando grandi benefici sia ai lavoratori, sia alle aziende che la adotteranno.

 

Hai un progetto che pensi potrebbe beneficiare di realtà virtuale o aumentata? Oppure vuoi un virtual tour un video 360 o ricostruzioni CGI della tua azienda, museo, spazio fisico di ogni genere?

Contattaci qui, così facciamo quattro chiacchiere e vediamo se ti possiamo aiutare.

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