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Social VR: social media in realtà virtuale - AUGMENTA
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Social VR: social media in realtà virtuale

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Social VR: social media in realtà virtuale

Come verrà influenzato il mondo dei social dalla realtà virtuale?

Nel nostro ultimo articolo vi abbiamo raccontato di come la realtà virtuale si inserirà e modificherà definitivamente un aspetto fondamentale della nostra quotidianità: internet.

Una tecnologia così innovativa e dalle applicazioni così varie non poteva non coinvolgere anche i social (del resto Oculus è stato comprato da Facebook, e non certo per caso). I due social VR più interessanti già presenti e utilizzabili sono Altspace VR e Facebook Spaces (ovviamente!).

Li abbiamo provati entrambi per voi (…e anche perché siamo degli inguaribili nerd, lo ammettiamo).

Altspace VR esiste da un paio d’anni. È una piattaforma con già alcune complessità interessanti. Prima di tutto si sceglie l’avatar, che può essere umano o robotico. La scelta dei tratti umani è tendenzialmente limitata a colori e sesso. Per l’avatar robotico ci sono vari modelli, uno dei quali è quello di default (definito marsh mallow da un’utente che nella chat room iniziale aveva tutta l’aria di essere una moderatrice).

Nella chat room iniziale si incontrano alcuni utenti che chiacchierano. Inizialmente le voci si sovrappongono, ma è possibile silenziare i vari avatar semplicemente puntandoli con gli Oculus Touch (o il corrispettivo del Vive). Si può silenziare anche la propria voce, volendo. Per dominare i comandi ci vuole un po’. Gli spostamenti possono essere sia in tempo reale, sia con teletrasporto.

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Gli avatar di Altspace sono piuttosto inespressivi, ma il linguaggio gestuale, a detta del CEO dell’azienda, funziona benissimo. Dobbiamo dire che effettivamente le persone con cui parlavamo ci guardavano, ma che abbiamo fatto fatica a capire quando qualcuno parlava con noi. Presumiamo che sia una questione di abitudine. Il nome dell’avatar è visibile solo puntandolo.

La parte più interessante di Altspace come social VR è che già implementa un browser. È possibile mettersi in una chat room alternativa con l’avatar di una persona con cui si sta chiacchierando e visionare insieme contenuti internet. Ovviamente la maggior parte dei contenuti disponibili ora è in 2D. È già possibile inoltre scrivere in VR, anche se in forma abbastanza macchinosa (con un puntatore vanno indicate tutte le singole lettere). Questo consente perciò la condivisione di contenuti sui social “normali” come FB , con l’aggiunta di un testo.

Abbiamo chiesto in chat se avevano idea di quanti utenti ci siano per questa piattaforma e ci è stato risposto che siamo nell’ordine delle diecimila o giù di lì. Va notato che abbiamo interagito principalmente con utenti USA. Ma  in un’altra chat room c’era un gruppetto di tre ispano parlanti con chiarissimo accento argentino.

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Facebook Spaces  è decisamente più rudimentale nelle sue funzioni attuali. Ve ne avevamo già parlato in questo articolo, quando fu presentato la prima volta. Da allora, dobbiamo ammettere che le variazioni ventilate da Booth non ci sono state. È più o meno quello che si vide alla presentazione. Però Facebook è IL social ed e facile che sarà anche IL social VR.

Per la creazione dell’avatar si può prendere una propria foto dal profilo FB e Spaces già ci suggerisce delle possibilità. Il viso è molto più modellabile di quello di Altspace VR e più espressivo. Le espressioni del viso sono comandabili tramite Touch, e sono per ora limitate.

L’avatar non si può spostare, ma solo muovere le mani e girarsi. La chat room iniziale è una foto 360 di default (in Altspace è tutto fatto in CGI), ma può essere cambiata in modo molto creativo con una foto o un video 360 che va in loop preso dai propri contenuti FB o da quelli proposti da FB stessa. Si può accedere ai contenuti della propria pagina FB, vedere le foto e prenderle in mano. Se la foto o il video sono 360 appariranno come una sfera. Si prende la sfera, la si posiziona sul tavolo al centro della scena e questa si espande fino a includerci in essa. L’effetto è molto emozionante. Siamo nella foto, letteralmente.

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Si possono disegnare in aria oggetti 3D e poi prenderli in mano e brandirli. Ci si possono fare dei selfie con un selfie-stick e c’è uno “specchio” che ci dà sempre la possibilità di vederci e sperimentare le espressioni del viso.

Naturalmente è possibile invitare in chat chi si vuole. E, come si era visto già alla presentazione qualche mese fa, è possibile avviare una chiamata con Messenger, il cui schermo apparirà nella stanza come un video.

Abbiamo detto che Facebook Spaces è il più rudimentale dei due social, ma ha un paio di caratteristiche che lo rendono, a nostro parere, di gran lunga superiore ad Altspace.

La prima è l’intuitività con cui si prendono gli oggetti. Noi siamo tech nerd, e forse non facciamo testo. Tuttavia non è stato per niente difficile imparare a prendere gli oggetti e a spostarli. Ci ha particolarmente colpito la semplicità con cui ci siamo passati delle foto, come fosse nella realtà. Questo è ovviamente anche merito di Oculus Touch, che funziona in modo davvero realistico.

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L’altra caratteristica è un po’ più astratta. Ci siamo immaginati, quando tra qualche anno, anziché vedere le foto di particolari eventi al computer o stampate, useremo tutti le foto 360. Con Facebook Spaces potremo entrare letteralmente nei nostri ricordi. Vi possiamo assicurare che a livello emozionale, vedere foto scattate anche solo qualche mese prima, da questa prospettiva coinvolge in un modo che non si può descrivere a parole. Pensate i video. Minority Report è alle porte!

Detto questo, Spaces è davvero un embrione, e riteniamo la sua uscita più una scelta di marketing, che altro. Ma il potenziale è interessantissimo. Anche perché verosimilmente Facebook renderà possibile l’inserzione di vari contenuti e l’implementazione all’interno del social di software sviluppati anche da entità esterne all’azienda.

Rimaniamo in attesa.

 

Per approfondimenti:

Altspace VR: Virtual Social Space For The Future

Our Favorite Social Network Virtual Reality Application

 

 

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